“Tra i rischi più temuti dalle aziende nel panorama attuale vi sono la Business Interruption e il Cyber Risk.”
L’emergenza Covid ha messo in crisi moltissimi settori. Già prima della Pandemia, a prescindere dalle dimensioni o dal settore, l’interruzione dell’attività si confermava, a livello globale, il rischio più temuto dalle aziende. Ora che il Coronavirus ha fatto vacillare ogni certezza, e ha messo in discussione anche settori ben affermati in ambito economico, il timore di perdere la propria attività si è fatta ancora più concreta.
Non solo.
L’aumento delle minacce informatiche e degli attacchi hacker registrati dall’inizio della pandemia rendono la Business Interruption il rischio più temuto dal 42% delle aziende.
Molti sono i fattori che possono influire sulla Business Continuity: dagli incidenti legati alla qualità dei prodotti fino ai cambiamenti normativi che possono portare a ripercussioni sui ricavi, da eventi socio-politici o di terrorismo fino ai guasti ai sistemi informatici.
Ma ciò che più pesa in questo periodo di emergenza è la grave crisi in ambito economico e sociale scatenata dal Covid.
Tutelare la propria azienda dal Business Interruption
L’unico modo per le aziende per tutelare il proprio business e non farsi cogliere impreparate è avere un piano di Business Continuity. Un piano che possa essere costantemente aggiornato e dia indicazioni precise in caso di sinistro e che sia accompagnato da una tutela assicurativa.
Anche il Cyber Risk, che comprende fenomeni quali il cyber crime, il data breach e i guasti al sistema IT è tra le maggiori preoccupazioni per piccole e grandi aziende.
Al rischio informatico e alla Business Interruption viene attribuita di fatto quasi la stessa importanza.
Ogni azienda ormai è connessa alla rete e i principali asset sono spesso proprio i dati e le piattaforme che erogano servizi.
La crescente automazione dell’industria ha inoltre contribuito a sensibilizzare le aziende sul tema della sicurezza informatica.
Tra i settori più colpiti da incidenti informatici troviamo:
- Servizi finanziari;
- Servizi tecnologici;
- Telecomunicazioni;
- Media.
Le gravi perdite causate dalla catastrofe Covid, hanno catalizzato l’attenzione delle aziende sul rischio di Business Interruption.
A essere cresciuto è, poi, il timore nei confronti delle Nuove tecnologie, che è al secondo posto fra i maggiori rischi per il futuro a lungo termine.
I rischi più temuti in Italia
L’interruzione dell’ attività si conferma, tuttavia, il rischio più temuto per oltre la quasi totalità delle aziende italiane.I rischi informatici restano il secondo rischio più sentito, seguiti dalle catastrofi naturali.
A crescere, infine, il danno reputazionale o di immagine.
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