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Millennium bug, la ‘fine del mondo’ è solo rimandata?

Il ‘Millennium bug’, a cavallo del 2000, fu percepito come una pericolosa minaccia. Ma cosa è successo realmente? Quali le prospettive future?

Il ‘Millennium bug’, questo è il termine coniato per identificare un momento intorno al quale, 22 anni or sono, si era addensato un alone di mistero e di ansiosa aspettativa. Stiamo parlando di cosa sarebbe potuto accadere a livello globale, ai sistemi informatici di tutto il mondo, allo scoccare della mezzanotte del 1° gennaio 2000. Un’inezia all’apparenza: soltanto l’irrompere nella data della doppia cifra “00” in sostituzione del ”99”. Ma ciò avrebbe mandato in tilt i software, impostati secondo l’obsoleto linguaggio binario risalente agli Anni ’70 ‘80?

Millennium bug, ipotesi catastrofe.

Il settore che avrebbe potuto subire le conseguenze più nefaste? Naturalmente quello bancario, il sistema che più di ogni altro poggia le fondamenta su principi di carattere informatico. Basti semplicemente pensare al calcolo degli interessi che avviene su base giornaliera e progressiva. Con il sopraggiungere della cifra “00”, il rischio era quello di “tornare indietro di cent’anni”! (Con la conseguente regressione dei tassi d’interesse). In parole povere? Il caos totale a livello finanziario.

Millennium bug, milioni di dollari spesi per… nulla? O per chi?

È fatto certo che la maggior parte dei Paesi in tutto il mondo intraprese dei provvedimenti per arginare la questione. Milioni e milioni di dollari spesi per far fronte a questo ‘Millennium bug’, di cui una parte ingente stanziata solo dagli Usa. Dallo scoccare della mezzanotte in poi si registrarono ben pochi problemi reali (nell’ordine di lievi inceppamenti nelle reti di computer delle pubbliche amministrazioni e problemi alle macchine obliteratrici), molti di meno di quanto si potesse immaginare; tanto che cominciarono a serpeggiare dei dubbi sulla concreta utilità dei soldi spesi, stanziati – si pensò – solo per ingrossare le tasche di alcune lobby.

La minaccia è ancora attuale?

Altra cosa certa è che per ovviare ad eventuali ‘bug’ futuri non si è ancora afferrato il toro per le corna: si è, cioè, solo procrastinato il problema. Per il 2020 ci si aspettava un altro stop ai sistemi informatici, ‘ingannati‘ con l’aggiornamento dei software avvenuto venti anni fa. E se altre minacce dovessero ripresentarsi all’orizzonte? Saremo pronti? In definitiva i computer sono fallibili e dipendono dagli input inviatigli da noi esseri umani.

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