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Interruzione delle attività imprenditoriali, come difendersi?

L’interruzione delle attività imprenditoriali, in seguito alle restrizioni governative derivate dalla pandemia, ha indotto gli imprenditori a focalizzare l’attenzione su politiche di tutela.

Non è un’esigenza delle sole imprese più strutturate. La flessione economica dovuta al Covid-19 nelle sue derivazioni più negative, come i lockdown e le chiusure forzate, è un’emergenza a cui devono far fronte anche le piccole e medie imprese, come i professionisti, gli artigiani e i commercianti.

Un contesto difficile, nel quale sempre più aziende valutano e adottano strumenti di tutela, sia in termini patrimoniali che finanziari, come le coperture assicurative.

Ne parla Fausto Bianchi, fondatore e amministratore del Gruppo Bianchi Assicurazioni, ai vertici della più importante associazione industriale del Lazio.

Perché sottoscrivere un’assicurazione per la tutela dei rischi aziendali?

“Ogni impresa è soggetta a sfide e rischi che influenzano l’operatività e il valore intrinseco degli asset aziendali.

In questo particolare momento storico abbiamo tutti compreso che non esiste un settore che non sia esposto ai rischi. Ed è proprio un’efficace analisi e gestione di tali rischi che permette di ottimizzare le opportunità di business e, soprattutto, di difenderne il valore.

La copertura assicurativa, ricordiamoci, è il trasferimento di questi rischi a terzi e, in particolar modo per le PMI, è una scelta obbligata.”

Queste coperture assicurative a chi sono rivolte nello specifico?

Alle piccole e medie imprese in tutti i settori, alle società più strutturate, ai professionisti e alle ditte individuali; ma anche alle aziende agricole, agli artigiani e ai commercianti.

Per la tutela dei beni quali polizze è bene stipulare?

Tutte quelle in grado di mitigare gli effetti economici in caso di danni patrimoniali in seguito a sinistri.

Pensiamo ai danni agli impianti di produzione, ai fabbricati, ai macchinari, alle merci di proprietà, ma anche di terzi.

Senza dimenticare gli effetti di eventi atmosferici sempre più violenti nell’ultimo decennio, la stipula di adeguate garanzie facilmente reperibili sul mercato, garantiscono ampia tutela assicurativa. Una menzione a parte meritano i danni derivanti dall’interruzione d’esercizio e al mancato guadagno per i periodi di fermo attività.

In questo caso è possibile stipulare una polizza specifica?

Esistono, ovviamente, coperture specifiche per l’interruzione delle attività. La Business Interruption, ad esempio, prevede un indennizzo in forma di diaria per quelle perdite derivanti dall’interruzione totale o parziale delle attività.

Molti i prodotti in portafoglio per la tutela aziendale, quali altri rischi si corrono nell’esercizio delle attività?

Beh, i campi di applicazione delle garanzie assicurative sono molteplici, molto dipende dallo specifico settore aziendale.

La tutela del capitale umano inteso come patrimonio di risorse umane, con le coperture per responsabilità civile verso terzi e per dipendenti e collaboratori, così come quelle per danni a cose o a terzi.

Più si entra nel dettaglio delle attività e meglio si profilano le opzioni di copertura.

In che senso?

Nel senso che per i professionisti, ad esempio, può essere importante la polizza Error&Omissis che copre le perdite patrimoniali subite da terzi in conseguenza ad errori e/o omissioni nell’esercizio della propria attività professionale.

Oppure per le aziende che fanno uso di materie prime particolari per la produzione risulta fondamentale la tutela per l’inquinamento che copre i danni ambientali involontariamente cagionati a terzi per inquinamento.

Altro rischio ultimamente molto importante è quello informatico: la polizza Cyber Risk tutela i danni derivati dalla violazione delle reti informatiche aziendali, da virus, spam e malware, furto d’identità, sottrazione di denaro e fino all’infedeltà aziendale nella divulgazione di informazioni riservate da parte dei dipendenti.

In conclusione?

Viviamo un momento particolarmente difficile della nostra storia: la pandemia ha cronicizzato gli effetti di una crisi prima sanitaria, economica poi ed ora sociale.

Ha accelerato e obbligato le aziende ad attivarsi in processi di trasformazione digitale e ha accentuato una selezione naturale delle aziende per effetto della quale, paradossalmente, si sono liberate quote di mercato.

Il futuro del tessuto imprenditoriale deve necessariamente transitare dalla capacità di cogliere tali opportunità.

Le aziende devono evolvere e guardare al futuro in termini di sostenibilità, investimenti e nuovi mercati, e qui diviene fondamentale il rischio di impresa assorbibile, la tutela e la prevenzione dei pericoli connessi a tale evoluzione.

Fonte: Il Messaggero.

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