La “lady di ferro “si è fatta largo in politica partendo dal basso con risolutezza e fermezza, salvando la Gran Bretagna da un destino di oscura decadenza.
Le donne rivestono un ruolo di primo piano lungo questo “red carpet” che porta al nostro cinquantesimo anniversario. Quelle che abbiamo scelto hanno rappresentato esempi di rettitudine, sapienza e competenza.
La prima di questa gallery è Margareth Thatcher, Primo ministro britannico dal 1979 al ’90, leader del partito conservatore e in senso assoluto.
Nell’immaginario collettivo è la “lady di ferro”, donna simbolo di risolutezza e fermezza a cui ispirarsi nel nostro lavoro quotidiano.
Una “power woman” a tutti gli effetti
Del suo passato salta all’occhio la caparbietà con cui questa donna si è fatta largo, soprattutto per una come lei, figlia di un comune droghiere di Grantham nel Lincolnshire. Non era certo facile emergere in politica, luogo in cui pregiudizio e maschilismo, la fanno da padrone. Margareth perseguì la via della politica locale fino alle elezioni del ‘59, quando fu eletta membro della Camera dei Comuni. Lottò duramente per entrare nell’élite conservatrice, durante i suoi primi anni all’interno del Parlamento. Divenne prima segretario parlamentare del Ministro per le pensioni e poi Segretario di Stato per l’educazione e la scienza del governo di Edward Heath, rispettivamente nel’61 e nel ’67.
Pugno di ferro, animo populista
La “lady di ferro” divenne leader di partito nel 1975, con la sua compagine all’opposizione. L’Inghilterra viveva un periodo di turbolenza economica e politica: disoccupazione alle stelle e conflitto sociale con i sindacati, tanto da meritarsi l’appellativo di “malato d’Europa”. Fu proprio questa instabilità a favorire l’insediamento della lady a Downing street nel 1979.
La necessità di politiche economiche “rivoluzionarie” favorì l’azione thatcheriana nelle politiche fiscali improntate al rigore: si ridusse drasticamente la spesa pubblica e venne ridimensionato il potere del sindacato. Le forze di mercato furono incoraggiate ad agire in maniera libera e flessibile; si attuarono privatizzazioni, politiche di deregulation e semplificazione burocratica per finire con l’arretramento dell’intervento pubblico in materia di politica industriale.
Di Margareth Thatcher sarà ricordata anche e soprattutto l’atteggiamento populista nel fare politica: la vittoria nella guerra delle Falkland, le isole reclamate dall’Argentina con tanto di spiegamento di incrociatori nell’Oceano Atlantico, le arriderà il cammino suscitando in madre patria un clima di grande euforia. Una vicenda che ne confermò l’immagine di leader intransigente, disposta a tutto pur di perseguire i suoi obiettivi.
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