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Piazza Tienanmen, la strage velata dal silenzio

A Piazza Tienanmen, nel 1989, l’eccidio di migliaia di studenti e operai. A più di 30 anni di distanza è ancora difficile superare lo ‘steccato’ del silenzio.

Sono passati più di 30 anni da quel tragico episodio che a Piazza Tienanmen coinvolse più di tremila studenti, disillusi dal governo oppressivo cinese che li condannava ad uno stato di isolamento perenne. Siamo rimasti impressionati da quella vicenda. Un’istantanea passata alla storia e la testimonianza di qualche giornalista straniero presente a Pechino è tutto quello che il regime ha lasciato trapelare. A distanza di anni è importante rinforzare la memoria ma ci si deve scontrare con un ulteriore ostacolo: lo ‘steccato’ del silenzio eretto dalla macchina del regime.

I fatti di Piazza Tienanmen

La protesta di Piazza Tienanmen cominciò il 15 aprile 1989, data della morte del leader Hu Yaobang che in precedenza si era speso per l’attuazione di riforme democratiche. Studenti e operai chiedevano fosse seguita la sua linea politica di rinnovamento ma il Governo lasciò queste voci inascoltate.

All’inizio non si verificarono scontri e i manifestanti proclamarono uno sciopero generale occupando la piazza. Ma ben presto la situazione degenerò; gli scioperanti rivelarono tutta la loro risolutezza indicendo lo sciopero della fame in occasione della visita storica in Cina del presidente sovietico Michail Gorbachev, considerato un simbolo di apertura e rinnovamento. Fu allora che il Governo si decise ad approvare la legge marziale e impartì l’ordine, ai primi di giugno, di sgomberare piazza Tienanmen.

Un’istantanea da Piazza Tienanmen

Durante la notte tra il 3 e il 4 giugno il Governo schierò i carrarmati contro la folla. Emblematica è la foto dell’uomo che si frappone al cingolato nel mezzo della strada Chang’an, attigua alla Piazza Tienanmen (il Time, nell’aprile ’98, includerà il ‘rivoltoso sconosciuto’ fra le persone che più hanno influenzato il XX° secolo). Fu una carneficina. Riguardo la stima dei morti ci sono differenti versioni; si attesta una cifra fra le 400 e le 2500 vittime che è sempre stata negata dai vertici del Partito comunista cinese. Ma ancora oggi la strage di piazza Tienanmen rimane tabù in Cina, un qualcosa di cui è proibito parlare.

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