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Responsabilità amministratori, la richiesta di risarcimento danni e l’importanza della tutela assicurativa

Quando entra in gioco la responsabilità degli amministratori? Quale viene considerato danno risarcibile e quale il comportamento illecito?

Vediamo di fare chiarezza offrendo delle linee guida per orientarsi in una materia talvolta contorta e poco trattata.

Oltre alla responsabilità nei confronti della società e dei creditori sociali, la nostra legge prevede anche una responsabilità dell’amministrazione in quanto “cattivo gestore” nei confronti di singoli soci o terzi.

Questa responsabilità deriva da un atto illecito, doloso o colposo, che viene compiuto in violazione dei doveri funzionali e lede direttamente il patrimonio dei soggetti danneggiati.

Quando entra in gioco l’azione di responsabilità degli amministratori?

Quando si parla di responsabilità dell’amministratore? L’azione di responsabilità dovuta al comportamento doloso o colposo degli amministratori, richiede che il danno causato dagli stessi abbia investito in via immediata il patrimonio del socio o del terzo, senza che assumano rilievo le seguenti circostanze:

  • che il danno sia stato arrecato dagli amministratori nell’esercizio delle loro incombenze o al di fuori di esse;
  • la connessione del danno, o meno, a un inadempimento della società;
  • che l’atto lesivo sia stato eventualmente compiuto dagli amministratori nell’interesse della società o a vantaggio della stessa (Cass. 28/03/1996, n. 2850).

Secondo l’art. 2395 c.c. è necessario che il singolo socio sia stato danneggiato “direttamente” dagli atti colposi o dolosi dell’amministratore; appartiene, invece, alla società il diritto alla conservazione del patrimonio sociale. 

La natura extracontrattuale della responsabilità in oggetto, prevede che il socio o il terzo che agiscono in giudizio per chiedere agli amministratori il risarcimento del danno devono provare:

  • comportamento illecito doloso o colposo degli amministratori;
  • danno subito;
  • nesso di causalità tra illecito e pregiudizio subito.

L’azione deve essere prescritta nel termine di cinque anni dal giorno in cui si è verificato il fatto illecito che ha danneggiato il socio o il terzo (art. 2395, comma 2, c.c.).

I soggetti legittimati all’azione

Il singolo socio o il terzo che abbiano subito un danno sono legittimati a compiere le seguenti azioni:

  • Richiedere il risarcimento del danno agli amministratori nel caso in cui siano stati direttamente e personalmente danneggiati dalla condotta dolosa o colposa degli stessi, anche se cessati dalla carica (Cass. 25/10/2016, n. 21517);
  • il terzo può agire cumulativamente sia nei confronti degli amministratori, sia nei confronti della società (Cass. 03/12/1984, n. 6300).

Inoltre, l’azione è proposta mediante atto di citazione da notificare personalmente agli amministratori e non alla società (Trib. Milano 23/10/1989).

I soggetti interessati

L’azione di responsabilità degli amministratori, in carica o già cessati, viene chiamata in causa nelle eventualità in cui con il loro comportamento illecito, doloso o colposo, gli amministratori stessi risultino responsabili del danno patrimoniale diretto subito dal socio o dal terzo.

Nel caso in cui la responsabilità vada a ricadere su una pluralità di amministratori (consiglio di amministrazione), è necessario che convengano in giudizio tutti gli amministratori responsabili, ovvero coloro i quali abbiano partecipato alla riunione, senza dissentire dalla delibera consiliare.

La responsabilità degli amministratori esiste anche se gli amministratori hanno agito a seguito di autorizzazione dell’assemblea (Cass. 17/11/1982, n. 6154).

Quando si parla di danno risarcibile?

Il danno risarcibile nei casi in cui si verifichi un comportamento illecito, colposo o doloso, da parte degli amministratori. Il danno, inoltre, per poter essere risarcito, deve incidere direttamente sul patrimonio individuale dei soci o dei terzi e non sulla società.

È escluso, pertanto, il danno diretto e l’azione individuale di responsabilità ex art. 2395 c.c. se il comportamento, doloso o colposo, dell’amministratore abbia determinato:

  • un danno indirettamente investente il patrimonio del socio o del terzo: ad esempio, non comporta danno diretto nei confronti del socio la pretesa riduzione di utili conseguente alla vendita di prodotti a prezzi irrisori, come pure atti di concorrenza sleale e di messa in liquidazione della società compiuti dall’amministratore (Cass. 03/04/2007, n. 8359);
  • un danno direttamente alla società e solo indirettamente ai singoli soci o ai terzi (Cass. 07/09/1993, n. 9385).

In questi casi i terzi possono, per esempio, agire contro la società.

I casi di comportamento illecito

Il comportamento degli amministratori è considerato illecito, per colpa o per dolo, nel caso in cui vìoli i doveri specifici relativi alla loro carica. Si tratta dei doveri generali stabiliti dalla legge a tutela dei terzi. Pertanto, la responsabilità risarcitoria dell’amministratore verso il socio o il terzo non è invocabile se si verifichi:

  • Un mero riscontro dell’inopportunità delle scelte gestionali e della loro incidenza negativa sul patrimonio del socio o del terzo, ma richiede un fatto illecito, cioè un comportamento che integri violazione degli obblighi specifici, inerenti alla carica, o generali, stabiliti dall’ordinamento a tutela dei diritti dei terzi (Cass. 04/04/1997, n. 2934);
  • l’inadempimento contrattuale della società che non comporta, di per sé, responsabilità risarcitoria degli amministratori nei confronti dell’altro contraente ex art. 2395 c.c. Infatti tale responsabilità, di natura extracontrattuale, postula fatti illeciti direttamente imputabili al comportamento doloso o colposo degli amministratori stessi (Cass. 21/05/1991, n. 5723).

La responsabilità amministratori e la polizza D&O

Dopo aver fatto chiarezza sulle importanti responsabilità che gravano sulle spalle di un amministratore o di colui che ricopra un ruolo di responsabilità, ci siamo resi conto di quanto una tutela assicurativa sia fondamentale in determinati contesti di lavoro. In questi casi è opportuno, infatti, stipulare una polizza che protegga da un’eventuale richiesta di risarcimento del danno. La polizza D&O, Directors’ & Officers’ Liability, è una Polizza di Responsabilità Civile che tutela amministratori, sindaci o dirigenti di aziende in caso questi riceva una richiesta di risarcimento o venga accusato di aver commesso un illecito.

Per saperne di più in merito a questa polizza puoi leggere il nostro precedente articolo, in cui vengono illustrati tutti i benefici di questa soluzione assicurativa.

Per ricevere maggiori informazioni sulla polizza o scoprire gli altri servizi di Bianchi Assicurazioni, la tua agenzia di assicurazioni a Latina, visita la pagina dedicata al servizio.

 

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